Ore 14.33: nasce Naima.
Piccolina. 2 chili e trecento grammi.
Me la appoggiano accanto al viso quando ancora distesa e immobile aspettavo che mi ricucissero.
Vedo solo i suoi occhi grandi e sento il suo profumo. Dura solo due secondi ma li godo tutti. Poi la portano al caldo, culletta termica la chiamano.
Uscendo dalla sala cerco anche gli occhi di Ema e li trovo subito.
Non sento più le gambe ma il massaggio di Paolo mi dà gran sollievo.
Trascorrono due ore e mi chiedo quando avrò il piacere di rivedere quei due chiletti di essere umano.
Ema corre in nursery a domandare e dopo uno scambio di bimbe (volevano dargli una maia confondendo il nome con naima) eccola entrare nella stanza: giace dormiente in una specie di carrello della spesa trasparente. La guardo con circospezione e vedendola così piccola comincio a dire a tutti di non toccarla, e neppure io avevo il coraggio di farlo. Aspettiamo l'ostetrica, ordino. E quando arriva mi viene messa al seno e mi viene detto che essendo nata piccina sarà molto vorace. Ed infatti dopo pochi minuti avevamo già trovato il soprannome: ienetta.
La ienetta da quel momento starà sempre con me: rooming per dirla in inglese. Mangia, o meglio succhia senza mangiare che ancora c'è solo colostro (o cagliostro come diceva la mia vicina di letto) ma dà buona prova delle sue capacità di suzione.
I nonni dicono che è bellissima, che è molto fine, che è elegante. Io sono contenta che è qui con noi, salvata dal cesareo dopo sette ore di travaglio: tre giri di cordone intorno a collo e pancia le avevano impedito di percorrere le vie ufficiali.
Io faccio amicizia con la piccola, le scatto foto insieme al neopapà che la coccola, e la attacco al seno a richiesta: quando vuole lei.
Stanotte la porteranno in nursery per qualche ora: la cicatrice non mi permette ancora di fare sforzi.
Che bello! E' un racconto coinvolgente, e lei è già bellissima
RispondiEliminaBella piccola Naima del cordone! Brava mamma Marika!
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