martedì 27 gennaio 2009

domenica 25 gennaio 2009

sabato 24 gennaio 2009

domenica 18 gennaio 2009

Pensatrice

Si sta chiedendo se il bagnetto le piace davvero.

Lettone

Eh si, qualche volta glielo si concede. C'è un problema piccolo: se ne appropria!

sabato 17 gennaio 2009

Prima lettura: Darwin, Cuccioli di Uomo

Pronta per la prima uscita: 17 gennaio


Con Naima abbiamo aspettato un pochino prima di uscire all'aperto. Il fatto che fosse nata di soli due chili e qualcosina ci obbligava a stare al caldo per un po'. Abbiamo aspettato il compimento dei due chili e mezzo e poi giro al mercato il sabato mattina. Sembrava chissà cosa dovessimo fare. Io e Ema siamo impazziti: prendila tu, no la prendo io, mettila così, no mettila cosà, mettile il cappello, toglile il cappello, prima mi vesto io poi ti vesti tu, no anzi facciamo il contrario. Insomma, alla fine eravamo fuori di casa con Naima che si addormenta in dieci secondi, appena fuori dal cancello. Al mercato presentiamo Naima a Carlo, Barbara, Alice e Giorgio.

mercoledì 14 gennaio 2009

Primo bagnetto


A Naima è da subito piaciuto immergersi nell'acqua. Appena il cordone rimasto si è staccato abbiamo provato a farle fare questa nuova esperienza. Solo che c'è un problema: appena la tiriamo fuori piange disperata e il dubbio è questo: ha freddo oppure vuole rimanere immersa?
Decidiamo che è il freddo a darle fastidio e con varie manovre dopo qualche bagnetto di prova riusciamo a limitare le urlatine.

martedì 13 gennaio 2009

Soddisfazione


Il latte a Naima fa questo effetto i primi giorni. Raggiunge l'estasi. Il latte è una sostanza stupefacente.

sabato 10 gennaio 2009

Pianto


Ecco che Naima impara a piangere. Per i primi giorni non ci aveva fatto sentire la sua voce ma al compimento del decimo giorno eccola svegliarsi dal torpore post parto e cominciare a comunicare con il suo unico mezzo: il pianto. Per il momento solo quando è infastidita dalla posizione o per fame. La sua magrezza fa ancora tenerezza.

Fasciatoio


E' da qualche giorno che le piace stare nuda sul fasciatoio. E' ancora piccina e magra ma sta pian piano prendendo peso. La pesiamo una volta ogni tre giorni e sta crescendo velocemente. Lo sfondo blu le dona e non si può non ammirare il suo sguardo profondo.

Proporzioni

Il piccolo viso di Naima e i primi approcci affettuosi col papà. Il riflesso di suzione è talmente forte che Naima si succhia anche il naso di Ema ma la smorfia successiva ci fa capire che non le piace come succhiare il latte. Non si fa certo prendere in giro.

venerdì 9 gennaio 2009

Il primo pupazzo del sonno


Un regalo di Sophie, Laurent e Nina: un piccolo pupazzo colorato accompagna i primi sonni di Naima. Che ancora dorme tra una poppata e l'altra per tre ore di fila. Ma alla nursery sono state chiare: i primi giorni non contano molto, i neonati possono dormire anche sette ore di fila di notte, ma ciò non significa che lo faranno sempre. C'è un uragano Naima in arrivo?

mercoledì 7 gennaio 2009

Riposo


A cinque giorni il neonato dorme un po' ovunque. Basta farlo mangiare. E Naima ha trovato una posizione comoda sul petto del papà. Anche il papà del neonato i primi giorni dorme un po' ovunque. Ema si trova comodo sotto il dorso di Naima.

7 gennaio: conoscenza



Dal viso si capisce che la stanchezza dovuta a parto e allattamento è lì che guarda insieme a me Naima che si nutre per crescere. La sua voracità dettata dall'istinto di sopravvivenza è sorprendente. Deve recuperare peso e Naima lo sa. Il primo giorno a casa dà un'altra forma al rapporto me-Naima. Finora era mediato dalle puericultrici, ora è diretto e ci guardiamo negli occhi con convinzione.

sabato 3 gennaio 2009

3 gennaio 2009


Ore 14.33: nasce Naima.
Piccolina. 2 chili e trecento grammi.
Me la appoggiano accanto al viso quando ancora distesa e immobile aspettavo che mi ricucissero.
Vedo solo i suoi occhi grandi e sento il suo profumo. Dura solo due secondi ma li godo tutti. Poi la portano al caldo, culletta termica la chiamano.
Uscendo dalla sala cerco anche gli occhi di Ema e li trovo subito.
Non sento più le gambe ma il massaggio di Paolo mi dà gran sollievo.
Trascorrono due ore e mi chiedo quando avrò il piacere di rivedere quei due chiletti di essere umano.
Ema corre in nursery a domandare e dopo uno scambio di bimbe (volevano dargli una maia confondendo il nome con naima) eccola entrare nella stanza: giace dormiente in una specie di carrello della spesa trasparente. La guardo con circospezione e vedendola così piccola comincio a dire a tutti di non toccarla, e neppure io avevo il coraggio di farlo. Aspettiamo l'ostetrica, ordino. E quando arriva mi viene messa al seno e mi viene detto che essendo nata piccina sarà molto vorace. Ed infatti dopo pochi minuti avevamo già trovato il soprannome: ienetta.
La ienetta da quel momento starà sempre con me: rooming per dirla in inglese. Mangia, o meglio succhia senza mangiare che ancora c'è solo colostro (o cagliostro come diceva la mia vicina di letto) ma dà buona prova delle sue capacità di suzione.
I nonni dicono che è bellissima, che è molto fine, che è elegante. Io sono contenta che è qui con noi, salvata dal cesareo dopo sette ore di travaglio: tre giri di cordone intorno a collo e pancia le avevano impedito di percorrere le vie ufficiali.
Io faccio amicizia con la piccola, le scatto foto insieme al neopapà che la coccola, e la attacco al seno a richiesta: quando vuole lei.
Stanotte la porteranno in nursery per qualche ora: la cicatrice non mi permette ancora di fare sforzi.

giovedì 1 gennaio 2009

26esima settimana


Ecco l'ecografia tridimensionale della ventiseiesima settimana. Quando è nata, Naima non assomigliava molto a se stessa, ma con l'andare del tempo sempre di più.